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Scarpe e eventi

  • 18 Novembre 2018
  • By Paola Pizza
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Scarpe e eventi

Scarpe e eventi. Le scarpe sono protagoniste anche di eventi artistici che celebrano i loro significati culturali.

Scarpe e eventi. I’m not Cinderella, I just love shoes

Ci sono le donne, con le loro passioni e il loro diverso modo di raccontarsi, tra le 40 paia di scarpe esposte nella mostra I’m not Cinderella, I just love shoes (dal 16 novembre 2018 al 17 marzo 2019) al quarto piano dello splendido Departement Store T Fondaco dei Tedeschi di Venezia (DFS Italia), un mix tra storia e lusso, creatività e tradizione, artigianalità e sogno.

Poster introduttivo I’m not Cinderella. I just love shoes

In una scenografia che ha lo stesso colore delle scatole da scarpe, c’è una lunga sequenza di ante di armadio chiuse. Solo ai quattro angoli della sala le ante sono aperte, svelando il contenuto. Ci sono abiti, borse, molte scatole, e qualche oggetto: tutto bianco.  Dal bianco (colore della consapevolezza e dell’illuminazione psichica) emergono come guizzi emotivi i colori dei fantastici modelli di Christian Dior, Givenchy, Emilio Pucci, Fendi, Nicholas Kirkwood, Kenzo, Loewe provenienti dal Museo della Calzatura di Villa Foscarini Rossi e prodotti dal calzaturificio Rossimoda sinonimo di eccellenza nella produzione delle calzature di lusso (appartenente oggi al Fashion Group LVMH). Le scarpe sono a terra, sulle scatole, o dentro l’armadio: pronte per essere indossate da donne che vogliono esprimere la propria unicità.

I profili psicologici sui quali è organizzata la mostra

La mostra è suddivisa in 4 angoli in base a 4 profili psicologici di donne che amano i tacchi: Eleganza equilibrata, Ambizione grintosa, Successo estetico, Creatività audace.
Le scarpe sono state scelte per raccontare questi profili, che ho delineato come consulente della mostra

Shoes. Pleasure and Pain al Victoria and Albert Museum

Scarpe e eventi. Shoes. Pleasure and Pain

Una mostra – evento sulla passione per le scarpe estreme, che parla del loro potere trasformativo. Al Victoria and Albert Museum di Londra, fino al 31 gennaio 2016, 200 paia di scarpe che provocano piacere e dolore, puniscono e premiano, elevano e intrappolano, permettono di andare veloci o ostacolano. Scarpe che secondo la curatrice della mostra, Helen Persson, sono potenti indicatori di genere, status, identità, gusto e persino di preferenze sessuali.

Trasformazione, status, seduzione, ossessione sono le parole chiave della mostra.

Dai sandali da bagno dell’Antico Egitto, in legno e madreperla, che permettevano di elevarsi da terra e mostrare il proprio rango, alle Super Elevated Gilles di Vivien Westwood, piattaforme altissime blu royal, che nel 1993 fecero cadere in passerella Naomi Campbell. Dagli altissimi Tendona Sandal di Manolo Blahnik, alle fetish Armadillo shoes di Alexander McQueen e ai Rainbow di Ferragamo, con la zeppa altissima a strati colorati come un arcobaleno. Dalla scarpa di Cenerentola Swarovski, tacco 15 in cristallo a 221 sfaccettature, ai futuristici sandali Nova di Zaha Hadid, per finire con un muro di scatole di scarpe, con tanto di polaroid, per simbolizzare tutte le scarpe che non ci sono, ma avrebbero potuto esserci.

Shoes. Pleasure and Pain al Victoria and Albert Museum
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By Paola Pizza, 18 Novembre 2018
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Paola Pizza

Ciao, sono Paola Pizza,
psicologa della moda.
Nel lavoro ho unito due grandi passioni: la psicologia e la moda.
Iniziamo insieme un viaggio tra i significati profondi della moda.

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