Back to home
in L'immagine parla

Anche l’abito del Papa parla

  • 9 Maggio 2025
  • By Paola Pizza
  • 0 Comments
Anche l’abito del Papa parla

Tutti gli abiti parlano e anche l’abito del Papa parla e racconta un messaggio.

L’abbigliamento ha un ruolo importante anche nella comunicazione visiva della Chiesa, ed è disciplinato da sempre da regole su colori, modelli e gioielli che definiscono l’immagine del Papa e della gerarchia cattolica.

Ad esempio, l’abito dei cardinali nelle cerimonie è una combinazione di rosso (tonaca, zucchetto, mozzetta) e bianco per la sopra veste (il rocchetto), con una croce portata sul petto, mentre per vescovi e arcivescovi, l’abbigliamento è simile, ma il colore rosso vira verso il viola.

L’abito del Papa parla: i diversi modi di comunicare attraverso l’abbigliamento degli ultimi 3 Papi

L’abito che Papa Leone XIV ha scelto per presentarsi al mondo si differenzia da quello del suo predecessore Francesco, ed è uguale a quello di Papa Benedetto XVI.

Papa Francesco scelse gli abiti per dare un messaggio di essenzialità e sobrietà: una veste bianca senza decori, in un tessuto semplice (di lana e terital), scarpe nere e una croce in metallo. Era un abito che non metteva in rilievo i simboli del potere e innovava le regole estetiche.

Papa Leone XIV, così come Benedetto XVI, ha scelto invece insieme all’abito talare bianco, una mantella corta rossa (mozzetta) e una stola rosso bordeaux con le chiavi di Pietro ricamate in oro, la croce pettorale d’oro e le scarpe rosso porpora ricamate con croci d’oro. Un abbigliamento che ricorda i simboli del potere ed evoca la gloria e la maestà del potere divino, rispettando la tradizione.

La differenza di personalità la si può notare anche da un capo come il cappotto bianco (greca) a doppio petto e con revers indossato in modo diverso da Prevost e Bergoglio. Quando lo ha indossato Papa Prevost è stata evidenziata la sua eleganza sui social e sulle riviste di moda, e Vogue US lo ha inserito nella lista degli uomini meglio vestiti del 2025, “confermando il potere dell’icononogefia religiosa nell’immaginario collettivo” (come titola Amica). Diverso quello indossato da papa Bergoglio che prediligeva tessuto poco costosi e deecisamente non lussuosi

L’armadio del papa

All’interno della Cappella Sistina, nella Stanza delle lacrime (il nome evoca le forti emozioni nell’assumere il ruolo di Papa), il nuovo Papa ha potuto scegliere gli abiti per presentarsi al mondo. Questa stanza è come se fosse il suo primo armadio. Qui ha tolto la veste rossa da Cardinale per indossare quella bianca. Qui ha potuto scegliere la sua immagine pubblica selezionando i capi e i colori coerenti con la sua identità.

Come ci mostrano molte ricerche di psicologia sociale, le prime impressioni influenzano la conoscenza. La scelta quindi è un messaggio importante per presentarsi al mondo.

Tra gli ornamenti che il Papa indosserà alla prima celebrazione c’è l’anello dl Pescatore, un anello normalmente d’oro (e talvolta anche con pietre preziose) che rappresenta Pietro mentre getta le reti e porta inciso il nome del Papa. L’anello viene distrutto alla morte del Papa. Mentre Ratzinger lo indossò d’oro, Bergoglio lo aveva preferito in argento.

L’abito del Papa parla: il significato simbolico dei colori

Guardando i colori degli abiti e degli accessori tra cui il Papa poteva scegliere, possiamo cercare i significati simbolici che più si avvicinano alla religione.

Il rosso simboleggia l’amore, il cuore, il sangue, il fuoco e rappresenta per alcuni autori lo Spirito Santo e la divinità. Per Jung rappresenta l’aspetto maschile dello spirito (attivo, fecondo, illuminante). Il rosso è anche il colore della regalità.

Il bianco è il colore dell’assoluto e simboleggia ciò che è trascendente e divino, l’illuminazione religiosa e il misticismo. Colore della luce che comunica trasparenza, purezza e saggezza.

L’oro è il colore della perfezione e della sovranità divina.

Bianco, rosso e oro insieme nell’antica Roma venivano considerati la triade del potere spirituale.

L’abito fa il monaco

L’abito fa il monaco e definisce ruolo, circostanza, potere, personalità anche nella chiesa. L’abito fa il monaco è il titolo di una Mostra sull’arte tessile nel mondo religioso, al Museo del Capitolo di San Candido, dove gli abiti e gli accessori mostrano quanto gli outfit definiscono chi li indossa anche nel mondo religioso. La mostra si riferisce al periodo che va dal 783 al 1803 durante il quale San Candido fece parte del Principato Vescovile di Frisinga con preziosi paramenti  liturgici e processionali. Se alcune vesti definiscono i monaci, altri indicano il celebrante (ad esempio la casula) o il ruolo gerarchico nella chiesa (l’armuzia, il mantello di ermellino dei canonici), o addirittura la diversa cerimonia (ci sono ad esempio abiti per le processioni).

Il mantello di ermellini alla mostra L’abito fa il monaco

Nel 1570 papa Pio V stabilì un canone liturgico dei colori che dovevano comunicare i diversi momenti dell’anno liturgico. I colori blu e giallo utilizzati nel Medioevo vennero eliminati. Nel 1729 fu aggiunto il rosa

  • Bianco o argento, venivano scelti per comunicare luce
  • Rosso, per esprimere i concetti di sangue, fuoco, Spirito Santo
  • Verde, per mostrare speranza
  • Viola, per indicare trasformazione
  • Nero, per comunicare il lutto
  • Rosa, per mostrare una gioiosa attesa
By Paola Pizza, 9 Maggio 2025 Psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana, dal 1992 si occupa di psicologia della moda. È autrice di diversi libri sulla psicologia della moda. È coordinatrice didattica del Master on line in Psicologia della moda e dell'immagine di ESR Italia.È stata professore a contratto di Psicologia Sociale e Teoria e tecniche del colloquio psicologico alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze, e di Psicologia sociale della moda e di Psicologia dei consumi di moda al Polimoda.

Paola Pizza

Psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana, dal 1992 si occupa di psicologia della moda. È autrice di diversi libri sulla psicologia della moda. È coordinatrice didattica del Master on line in Psicologia della moda e dell'immagine di ESR Italia.È stata professore a contratto di Psicologia Sociale e Teoria e tecniche del colloquio psicologico alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze, e di Psicologia sociale della moda e di Psicologia dei consumi di moda al Polimoda.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

about paola

Ciao, sono Paola Pizza, psicologa della moda.
Nel lavoro ho unito due grandi passioni: la psicologia e la moda.
Iniziamo insieme un viaggio tra i significati profondi della moda.

Per conoscermi meglio clicca qui e leggi il mio profilo.