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Dress code a scuola. Regole giuste o sbagliate?

  • 30 Ottobre 2025
  • By Paola Pizza
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Dress code a scuola. Regole giuste o sbagliate?

Ciclicamente torniamo a discutere del dress code a scuola, e se sia giusto o sbagliato imporre regole e sanzioni. L’ultimo caso è quello di un Liceo di Terni che vieta pantaloni corti, minigonne, tacchi alti, zeppe, infradito, abbigliamento succinto e invita a un “abbigliamento consono al contesto educativo, sobrio e ordinato”.  A questo elenco di capi condiviso anche da altri istituti si aggiungono anche “unghie estremamente lunghe e appuntite” in una scuola di Trezzano sul Naviglio (Milano).

Le domande che mi pongo sono:

  • Il dress code a scuola è uguale a quello di altri contesti adulti?
  • Per insegnare come comunicare attraverso l’aspetto esteriore, il modo giusto è stabilire regole e ammonizioni?
  • E soprattutto è giusto trasformare l’abbigliamento in norme quando il contesto è una scuola frequentata da adolescenti?

Abbigliamento e comunicazione

L’abbigliamento è uno strumento per comunicare la nostra identità. Attraverso la scelta di abiti, accessori, colori, trucco, capelli, decidiamo come presentarci agli altri e quale messaggio lanciare. Il nostro aspetto esteriore parla di emozioni, di desideri, di paure. Può aiutarci a raggiungere un obiettivo in un contesto.

Il ruolo del dress code

Come in ogni processo comunicativo c’è un messaggio e c’è un contesto (fisico e relazionale). Il dress code suggerisce l’abbigliamento adeguato a integrarsi con il contesto. Ma non tutti hanno la stessa personalità e vivono le regole del dress code nello stesso modo. Per alcuni le regole sono un supporto, per altri una limitazione e una oppressione. Ne ho parlato nel post Rispettare o non rispettare il dress code?

Parlare di dress code a scuola, non è la stessa cosa che parlare di dress code per il lavoro, o per gli eventi. Qui il contesto relazionale è formato da adolescenti e quello fisico è una istituzione formativa che ha l’obiettivo di educare alla crescita.

Il ruolo dell’abbigliamento e dell’immagine nell’adolescenza

Alcuni autori parlano dell’adolescenza come nascita sociale: un momento nel quale il corpo cambia, ci si distacca dai genitori e si acquisiscono nuovi valori e nuovi legami con il gruppo, celebrati anche attraverso cambi repentini di look.

L’aspetto esteriore è basilare in questo importante momento identitario. Rappresenta un gioco di addestramento per arrivare alla propria individuazione, sperimentando diversi sé. Gli abiti, gli accessori, il trucco, le acconciature, i colori vengono usati per approdare a un nuovo sé, e tenere sotto controllo le ambivalenze, i conflitti e le paure legate al cambiamento.

Poiché le emozioni che riguardano l’aspetto esteriore sono molto forti in questa fase della vita non ritengo che i divieti e le ammonizioni siano uno strumento educativo utile. Il rischio è enfatizzare o reprimere le emozioni, senza riuscire a comunicarle in modo efficace.

Dress code a scuola. Educare alla comunicazione

Alcuni dimenticano che la comunicazione non è fatta solo di parole, ma anche di aspetto esteriore. Educare alla competenza comunicativa vuol dire parlare anche di come gli abiti, gli accessori, i colori, il trucco e i capelli possono contribuire al formarsi delle prime impressioni e alla conoscenza. Di come possono aiutare o intralciare il raggiungimento degli obiettivi interpersonali. Di come siano un veicolo di emozioni.

Le scuole dovrebbero coinvolgere i giovani (magari con l’aiuto di psicologhe/psicologi della moda) in una riflessione su cosa comunicano abiti, accessori e colori, su come possono aiutare a comunicare la propria identità. Ma anche su come possono essere una maschera o una corazza. Sulle emozioni legate al proprio aspetto esteriore e a quello degli altri.

Più che lavorare sul Super Io con regole e ammonizioni, credo che sarebbe utile lavorare l’Io e in particolare sull’Io creativo per aiutare a comunicare la propria identità nella scuola, ma anche nei diversi contesti della vita.

Rispettare il dress code a volte è questo. Non vuol dire rinunciare alla propria identità per uniformarsi, ma trovare il modo originale per esprimere chi siamo senza perdere la connessione con gli altri.

Ho parlato di Dress code nelle scuole in radio

Ho parlato di dress code a scuola con Matteo Martone e Francesco Fratta nella trasmissione Trends di Radio Cusano Campus (29-10-2025). Trovi la mia intervista al minuto 25. Clicca qui per sentire la trasmissione.

La divisa scolastica può essere una scelta?

La divisa scolastica comunica l’identità della scuola e rafforza il senso di appartenenza. Parlerò dei suoi significati e dei pregi e dei difetti in un prossimo post!

By Paola Pizza, 30 Ottobre 2025 Psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana, dal 1992 si occupa di psicologia della moda. È autrice di diversi libri sulla psicologia della moda. È coordinatrice didattica del Master on line in Psicologia della moda e dell'immagine di ESR Italia.È stata professore a contratto di Psicologia Sociale e Teoria e tecniche del colloquio psicologico alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze, e di Psicologia sociale della moda e di Psicologia dei consumi di moda al Polimoda.

Paola Pizza

Psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Toscana, dal 1992 si occupa di psicologia della moda. È autrice di diversi libri sulla psicologia della moda. È coordinatrice didattica del Master on line in Psicologia della moda e dell'immagine di ESR Italia.È stata professore a contratto di Psicologia Sociale e Teoria e tecniche del colloquio psicologico alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Firenze, e di Psicologia sociale della moda e di Psicologia dei consumi di moda al Polimoda.

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Ciao, sono Paola Pizza, psicologa della moda.
Nel lavoro ho unito due grandi passioni: la psicologia e la moda.
Iniziamo insieme un viaggio tra i significati profondi della moda.

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