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Look del potere. Cosa comunicano gli abiti dei personaggi famosi

  • 10 Agosto 2016
  • By Paola Pizza
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Look del potere. Cosa comunicano gli abiti dei personaggi famosi

Look del potere. Cosa comunicano gli abiti e gli accessori delle donne e degli uomini di potere? I loro abiti contribuiscono a creare il personaggio? Aumentano la percezione del loro carisma?

E soprattutto è giusto, o no, parlare degli outfit delle donne e degli uomini in politica? I pareri si dividono.

Il look parla della persona

L’abbigliamento, secondo me, è un modo per esprimere la propria identità, parla della persona, dei suoi obiettivi e del suo progetto comunicativo. Parla della donna e dell’uomo, e non della carica politica.

E quindi , secondo me è giusto parlare del look dei personaggi famosi. Ci aiuta a capire meglio la persona e il suo progetto identitario.

Guardare gli abiti ci svela contenuti non verbali che confermano, rafforzano, distorcono o sviliscono le parole e, talvolta, introducono una chiave di lettura nuova che ci fa reinterpretare le parole.

Qualcuno osserva che di solito non si commenta l’abbigliamento degli uomini di potere, ma ci si sofferma, invece, su quello delle donne. Il motivo è che gli uomini (così come alcune donne) vestono spesso una divisa che comunica l’identità di ruolo, sulla quale non c’è molto da dire. La divisa svela l’appartenenza al gruppo di chi conta e l’uniformità con chi ha potere.

Alcune donne di potere, invece, oltre alla posizione comunicano l’identità personale. L’abbigliamento e gli accessori sono scelti in modo personale e prevale la persona e l’unicità.

Look del potere: quando prevale il ruolo

Gli uomini in politica da sempre hanno scelto l’identità di ruolo, con un abbigliamento formale. Prediligono un look – divisa che li faccia sentire sicuri, appartenenti ad un gruppo vincente, e perciò facilmente riconoscibili come leader.

Quando si interpreta un ruolo sociale (la parola deriva dal latino rotulus, il manoscritto arrotolato che conteneva la parte dell’attore) si è fortemente influenzati dalle attese degli altri, e facilmente ci si adegua alle norme sull’abbigliamento ritenute pertinenti a comunicare quella carica.

L’identità sociale e l’appartenenza al gruppo di chi conta è importante, così come essere uniformi ai membri influenti. La divisa del look del potere per gli uomini è formata da giacca e pantaloni di colore scuro (nero, blu notte, grigio fumo), cravatta sobria, calzini lunghi in tinta, scarpe nere. La divisa del look del potere per le donne è composta da tailleur di taglio maschile di colori scuri, o al massimo pastello, scarpe basse e sobrie, accessori minimal.

A prevalere è il sé imperativo (sono come devo essere), il ruolo e non la persona. I colori e gli accessori (pochi) vengono scelti per comunicare le competenze relative alla carica, l’influenza e l’uniformità con chi conta.

Quando prevale il ruolo: qualche esempio

Vengono in mente le camicie bianche e le giacche scure di Obama, di Renzi, di Trump e di molti altri politici. È interessante il confronto tra il look di Trump e quello di Obama. Due stili di abbigliamento a confronto che esprimono identità diverse e diversi modi di intendere il potere.

La divisa scelta da Silvio Berlusconi è  stato il doppiopetto (di Caraceni) con cravatta a piccoli pois, suggerita nel ’94 anche ai candidati di Forza Italia.

Mark Zuckerberg indossa jeans e felpa come divisa per comunicare il suo essere un giovane genio della tecnologia in contatto con tutti (li ha indossati anche a Wall Street), ma ha ceduto ad un più classico completo scuro per l’udienza al Senato USA.  Ineguagliabile il golf divisa di Sergio Marchionne.

Fanno parte di questo gruppo anche alcune donne politiche del presente e  del passato, una per tutte Margaret Thatcher con i suoi tailleur rigidi dal taglio maschile, e le sue borsette impugnate come armi.

L’abbigliamento come strategia per comunicare vicinanza

Un aspetto interessante dei politici oggi è la loro ricerca di comunicare vicinanza agli elettori anche attraverso l’abbigliamento.

Ecco allora comparire un abbigliamento meno formale, come le camicie scure o il golf paricollo di Berlusconi o il mitico chiodo di pelle stile Fonzie di Matteo Renzi da Maria de Fillippi.

Un caso interessante di uso dell’abbigliamento come mezzo di comunicazione è Matteo Salvini con le felpe “geolocalizzate” e le magliette missiva, o le giacche della polizia o dei vigili del fuoco indossate per comunicare la vicinanza a un gruppo e la condivisione dei valori. È come dire: sono come voi. Per dirla con McLuhan “il mezzo è il messaggio”.

Look del potere: quando prevale la persona

La comunicazione cambia per quelle donne politiche che hanno relegato in soffitta i rigidi codici di rappresentanza maschile, e hanno aperto alla moda e al suo potere comunicativo, senza temere di perdere autorevolezza.

Hanno la consapevolezza di arricchire la loro grinta con le emozioni e il fascino seduttivo del glamour. Dimensioni maschili e femminili della personalità sono in costante dialogo e comunicano durezza ma anche leggerezza, risolutezza e sensualità.

A prevalere è l’identità personale: emergono non soltanto la pluralità dei ruoli che la persona ricopre, ma anche gli aspetti unici che la rendono diversa dagli altri. Il desiderio prevalente è quello di essere percepiti come speciali e particolari, non uniformi al gruppo, ma distinti.

L’abbigliamento e gli accessori sono particolarmente importanti: attraverso l’esclusività di un capo, il contenuto creativo, l’originalità di un abbinamento, l’audacia di un taglio o di un colore, la peculiarità di un accessorio o il suo contenuto provocatorio, si può esprimere il proprio sé e la propria originalità.

In questo caso più che il ruolo appare la persona con i suoi sentimenti e la sua individualità.

Look del potere delle donne di successo – Michelle Obama

Quando prevale la persona: qualche esempio

È il caso di Theresa May che ha portato gli accessori in politica e completa i suoi outfit sobri con scarpe, bijoux, guanti e colori irriverenti, o di Michelle Obama che ha cambiato lo stile della Casa Bianca abolendo i colori pastello e i tailleur formali e scegliendo abiti (che mostrano il corpo, lasciando spesso scoperte gambe e braccia) dai colori brillanti e decisi, squillanti e attivi.

Ma anche di Maria Elena Boschi che ha portato i tacchi 12 al governo. E di Brigitte Macron che si sente giovane dentro e con disinvoltura e fierezza comunica con gli abiti il suo sé ideale, rivendicando il potere delle donne di esprimere grinta, sensualità e unicità, indipendentemente dall’età anagrafica.

C’è poi Melania Trump, vestita sempre in modo inappuntabile, come in passerella, e che con i suoi tanti abiti e accessori  per essere perfetta in ogni situazione, esprime una eleganza senza identità.

In bilico tra la comunicazione dell’identità di ruolo e quella dell’identità personale ci sono Hillary Clinton, che usa tailleur pantaloni ma dai colori vivaci, e Angela Merkel che predilige giacche variopinte, ma dal modello rigido e combinate con pantaloni di taglio maschile e scarpe solide.

Vuoi saperne di più su cosa comunica il look dei personaggi famosi?

Clicca sui nomi per leggere i post:

il look di Melania Trump

il look di Hillary Clinton

il look di Brigitte Macron

il look di Theresa May

i look di Michelle Obama, Angela Merkel e Maria Elena Boschi

i look di Obama, Renzi, Marchionne

il look delle donne di potere nelle serie televisive

Clicca QUI se vuoi sentire la mia intervista a Rai Radio 2 sul look delle donne di potere (Ovunque6, 27 luglio 2016 h.7.00) PER SENTIRE LA MIA INTERVISTA VAI AL MINUTO 00.45.15!

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By Paola Pizza, 10 Agosto 2016
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Paola Pizza

Ciao, sono Paola Pizza,
psicologa della moda.
Nel lavoro ho unito due grandi passioni: la psicologia e la moda.
Iniziamo insieme un viaggio tra i significati profondi della moda.

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