Look del potere degli uomini di successo

Look del potere degli uomini di successo

Qual è il look del potere degli uomini di successo? Una ricerca sugli uomini di potere dimostra che tendono a mantenere con costanza un look che li contraddistingue, come una sorta di divisa autoimposta, che esprime la loro identità. Con l’abito divisa comunicano il ruolo e celano la persona.

È facile pensare al look di Steve Jobs con Levi’s 501, dolcevita di Issey Miyake e New Balance 991, o alle felpe di Mark Zuckerberg, che andò anche a Wall Street in felpa nera e maglietta grigia, per la presentazione della sua azienda, scatenando una accesa discussione tra chi, nel tempio di giacca e cravatta, lo giudicò immaturo e non rispettoso degli investitori, e chi invece apprezzò la coerenza, interpretandola come spontaneità e creatività.

Look del potere degli uomini di successo: la divisa

Look del potere degli uomini di successo: la divisa

 

Look del potere degli uominini di successo: Le camicie bianche di Matteo Renzi

Immagino che nell’armadio dell’ex premier ci sia una parte dedicata alle camicie bianche, elemento essenziale della sua identità. Dici camicia bianca e ti viene in mente Obama (le cui camicie sono reputate da king Armani più sexy di quelle di Renzi!) o J.F. Kennedy e l’attivismo americano. Che anche Renzi abbia pensato a questo quando ha scelto la camicia bianca come segno distintivo del suo look presidenziale? Che ci sia dietro un processo di identificazione con i valori e i miti di una coppia di presidenti che hanno simbolizzato il cambiamento? O solo l’imitazione dello stile di grandi leader? Oppure pensava alla frase di Oscar Wilde “l’eleganza si concentra nella camicia”?

E tu cosa ne pensi?

 

Look del potere degli uomini di successo: le camicie di Renzi

Look del potere degli uomini di successo: le camicie di Renzi

La camicia bianca, nella cui etimologia ritroviamo la camiciola usata come veste dei bambini, fa apparire aperti, disponibili, schietti e leggeri, trasmettendo spontaneità, immediatezza, semplicità. A differenza della giacca (nella cui etimologia compare la corazza di maglia di ferro per difendersi dagli attacchi), fa apparire  informali, raggiungibili e non difesi dagli altri. Potente e teatrale il gesto di Obama che a Berlino, alla Porta di Brandeburgo,  si è tolto la giacca ed è rimasto in maniche di camicia, comunicando vicinanza, apertura, energia.

Il bianco, il cui archetipo è la luce, comunica apertura al cambiamento, a differenza del colore scuro spesso scelto per le giacche, il cui archetipo è l’ombra. Il linguaggio emotivo che comunica rimanda a libertà, scioltezza, leggerezza. Se poi le maniche sono arrotolate, si aggiunge un contenuto di giovinezza, fattività, velocità, proattività ed energia che rende ancora più scattante il messaggio. Quali firme ci sono nell’armadio del “brand Renzi”? Sicuramente c’è molto Scervino, lo stilista prediletto dal Presidente, che disegna anche molte delle sue camicie (“delle gran belle camicie” le ha definite duettando con Armani che le aveva chiamate “camiciole”!) e ci sono pure le camicie di lusso Bagutta, come ha dichiarato l’Ad Gavezzeni.

Look del potere degli uomini di succsso: Il  golf seriale di Sergio Marchionne

È facile immaginare che l’armadio dell’Ad  di Fiat Chrysler sia pieno di maglioncini, diligentemente impilati. Si favoleggia che ne possieda 30 in ognuna delle sue case, e che rinnovi “il parco golf” periodicamente.

Coco Chanel diceva che “per essere davvero unici bisogna prima di tutto essere diversi”, e così Sergio Marchionne,  in un mondo che fa di giacca e cravatta una divisa manageriale, sfoggia ovunque i suoi pullover, che comunicano rapidità (nell’etimologia sfilare dalla testa), sostanza contro apparenza, praticità e coerenza.

Il golf fa pensare al tempo libero, allo sport , allo svago, alla rilassatezza disinvolta. Non c’ è dubbio che questo grintoso manager si senta a suo agio nel lavoro e nel suo ruolo.  Il maglioncino esprime una forte identità personale basata sulla coerenza di sé e sull’unicità, che consiste nel desiderio di essere percepiti come speciali e particolari.

Come racconta Massimo Gramellini nel suo Ritratto sul Corriere della Sera del 22-7-18 (p.5), quando lo incontrò a Torino e gli chiese perché indossasse sempre maglioni blu, si sentì rispondere “e lei perché non va dall’oculista? I miei maglioni sono neri”. Anch’io avrei bisogno di andare dall’oculista, perché immaginavo proprio che fossero blu (colore introverso che esprime organizzazione e energia mentale, e che per alcuni autori esprime anche freddezza affettiva e controllo razionale). Il nero è il colore del controllo delle emozioni, dell’assolutezza, esprime dominanza e potenza.

Per saperne di più leggi anche il post Look del potere

 

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