Critiche al look

Hai notato quante persone fanno critiche al look delle celebrities sui social? Ti è capitato qualche volta di lasciarti andare a distruggere con poche e sferzanti parole l’abbigliamento di qualche personaggio? Scopri come si può interpretare questo comportamento e come puoi usarlo per migliorare la conoscenza di te.

critiche al look delle celebrities

critiche al look delle celebrities

Nei confronti delle celebrities abbiamo un rapporto ambivalente che coinvolge due principii della psiche:

  • Eros, istinto di vita, energia psichica che viene dalla libido e spinge all’aggregazione, ci porta ad amare e seguire con attenzione i personaggi famosi che ammiriamo;
  • Thanatos, istinto di morte, energia aggressiva diretta verso l’esterno, ci porta a criticarne look e comportamenti.

Quando, negli eventi mondani, osserviamo il look dei personaggi famosi (fonte di prime impressioni) proviamo emozioni e cognizioni molto contrastanti che ci conducono a formare, nei loro confronti, atteggiamenti mentali positivi, negativi o neutri.

Osserviamo, ad esempio, il premier Matteo Renzi e sua moglie Agnese alla cena alla Casa Bianca, Tom Hanks e Felicity Jones  sul red carpet della presentazione del film Inferno a Firenze, Hillary Clinton e Michelle Obama  per la prima volta insieme ad un evento elettorale in North Carolina, la premier britannica Theresa May mentre interviene in Parlamento, e formuliamo un giudizio sociale.

Per alcuni, il Valentino di pizzo verde indossato da Agnese Renzi, al suo arrivo alla Casa Bianca, è elegante e sobrio, per altri è pissero (si dice a Firenze di ciò che non ha mordente!) e con poca personalità. Alcuni la accusano di goffaggine e di scarsa femminilità.  Altri la trovano adeguata al ruolo, testimonial dell’eleganza italiana e molto femminile, proprio per la sua predilezione per i vestiti di pizzo (come quello di Scervino indossato alla première di Inferno).  Una lettrice di Donna Moderna ha scritto che l’abito Versace di maglia di seta laminata color oro rosa, indossato da Michelle Obama per la cena alla Casa Bianca, la faceva sembrare “un salmone nella pellicola” (Oscar Puntel, Tutte contro Agnese e Bebe. Perché? donnamoderna.it). Altri invece trovano che i suoi abiti fantasia, dai colori accesi, parlino di grinta e determinazione. Alcuni adorano che Theresa May a 60 anni mostri con fierezza le gambe (il suo punto forte). Altri la criticano per lo stesso motivo. Alcuni valutano negativamente i colori sgargianti indossati da Hillary Clinton, altri trovano che i colori esprimono il potere al femminile.

 

Critiche al look o lodi. Cosa c’è dietro?

Perché sentiamo il bisogno di aggredire con le parole, o di lodare, gli abiti e gli accessori che scelgono i personaggi famosi?

Possiamo spiegare questo comportamento con i meccanismi di difesa (studiati in particolare da Anna Freud) che hanno la funzione di difendere l’Io dalle pressioni istintuali dell’Es, per evitare conflitti con il Super io e con la realtà. Questi meccanismi entrano in campo quando l’Io lotta contro idee e affetti che ci fanno soffrire, quando c’è un conflitto tra tendenze opposte, quando percepiamo pericoli o minacce esterne, o quando siamo preda di una angoscia morale.

Due sono i meccanismi che entrano in campo quando critichiamo o lodiamo le celebrities sui social: la proiezione e l’introiezione.

Cosa c'e dietro a critiche e lodi al look delle celebs

Cosa racconta di noi il desiderio di criticare il look degli altri

Con il meccanismo della proiezione spostiamo le caratteristiche ombra della nostra personalità sugli altri. In questo modo attribuiamo agli altri parti di noi che non riconosciamo e non accettiamo di avere. Questo meccanismo ci permette di fare economia mentale, rigettando ciò che rifiutiamo di riconoscere di noi, liberandoci di quello che percepiamo come sgradevole e attribuendo ad altri sentimenti, desideri e aspetti personali che in realtà ci appartengono.

Così dietro ai giudizi lapidari scritti sull’abito di Agnese Renzi, ci può essere la nostra paura di non avere abbastanza grinta, o di non essere riuscite a realizzare un progetto vincente oppure l’intolleranza verso la nostra parte accomodante e remissiva.

Dietro alle critiche all’abito di Michelle Obama, può esserci la nostra paura di sembrare ridicole e la scarsa accettazione del nostro corpo.

 

Cosa fare quando ci si rende conto che le critiche al look ci hanno preso la mano

Sui social si trovano molte persone che sfogano i loro istinti e, quindi, è facile sentirsi deresponsabilizzati dall’appartenenza ad un gruppo e dall’anonimato.

Al di là di ogni morale (non è proprio il mio obiettivo!), credo che un po’ di autoconsapevolezza ci aiuti a migliorare il rapporto con noi stessi e con il nostro corpo. Il meccanismo di difesa della proiezione impedisce il processo che Jung definisce di individuazione, cioè la costruzione di una personalità coerente e armonica. Se non riconosciamo i nostri lati ombra e non li affrontiamo, impediamo lo sviluppo del sé.

Se negli ultimi tempi ti è capitato di distruggere sui social l’aspetto esteriore di qualcuno, ecco il processo di autoconoscenza che ti propongo:

  1. Rileggi le critiche che hai scritto e domandati: quale parte di me ho proiettato? Quale paura, emozione, sentimento mi ha guidato? Cosa mi irrita nel comportamento dell’altro? Cosa mi irrita di me? Come vorrei cambiare la situazione?
  1. Accetta i tuoi sentimenti e le tue emozioni. Ognuno di noi ha una parte ombra. I problemi derivano soltanto dal non riconoscerla.
  1. Integra questa parte ombra dentro di te e fai un piano per trasformarla in un punto di forza. Se, ad esempio, il problema è che non hai un buon rapporto con il tuo corpo, analizza i tuoi punti forti e mettili in luce con colori, modelli e accessori adeguati. Ognuno di noi ne ha. Basta saperli cercare e valorizzare.

Comincia dal tuo armadio. Quanti abiti e accessori sono adatti a come vorresti essere? Relega in soffitta (o in una scatola) gli abiti che non ti fanno sentire come vorresti e premiati con qualche nuovo acquisto che ti faccia sentire al massimo.

  

Critiche al look: il senso di colpa

Quando a prevalere è Thanatos, accade talvolta che l’energia pulsionale aggressiva venga rivolta prima sugli altri e poi su noi stessi, generando il senso di colpa.

È quello che accade sui social quando dopo commenti salaci, qualcuno stigmatizza l’eccesso di critiche.

Il senso di colpa non è mai positivo, inutile “stracciarsi le vesti” e macerare nel disagio. Molto più produttivo è riconoscere i nostri lati deboli e affrontarli.

 

Quando si è oggetto delle critiche

Se ti capita di essere oggetto di critiche sul tuo look, chiediti: perché ha scelto proprio questo aspetto di me? Sta proiettando su di me alcune sue parti?

Se pensi che la critica non possa aiutarti a migliorare perché manipolativa e totalizzante, metti in atto le tecniche protettive. Una molto utile è l’inchiesta negativa che consiste nel rispondere alla critica con una serie di domande. Se ad esempio la critica che ti è stata mossa è sul colore del tuo abito, chiedi: C’è qualcosa d’altro che non va? Cosa ne dici delle scarpe? E il colore delle calze? In questo modo bloccherai la critica,  eviterai di internalizzarla e sarai meno vulnerabile.

 

Cosa racconta di noi il desiderio di lodare il look gli altri?

 Quando ci impegniamo a scrivere lodi sul look delle celebrities, il meccanismo di difesa che entra in gioco è l’introiezione (o identificazione) attraverso il quale assimiliamo, come parte di noi, le caratteristiche di un oggetto esterno. Attraverso questo meccanismo si incorpora tutto ciò che è fonte di piacere (mentre con la proiezione si espelle fuori da noi tutto ciò che è occasione di dispiacere)

In questo modo facciamo nostre le caratteristiche dei personaggi famosi e ci identifichiamo con loro. Questo ci permette di sentirci anche noi delle persone vincenti e popolari, soprattutto quando nella realtà sentiamo che la nostra motivazione al successo, al potere o all’affiliazione non è soddisfatta. Scrivendo lodi sul look delle celebrities riduciamo l’angoscia per non aver raggiunto obiettivi socialmente apprezzati e per non riuscire ad esprimerli attraverso gli abiti.

L’identificazione sociale ci porta ad un vero e proprio processo di imitazione  che ci fa considerare i personaggi famosi che ammiriamo come modelli di cui imitare lo stile, attraverso abiti e accessori.

Critiche al look -Foto vanity fair.it

Critiche al look -Foto Vanityfair.it                                                                       Guarda la gallery su  Vanityfair.it

Le ultime critiche al look sui social

Le ultime critiche feroci sui social, sono quelle alla giornalista di Sky Diletta Liotta, ospite alla prima serata di Sanremo per parlare del cyberbullismo, di cui è stata vittima. È entrata raggiante con un abito strepitoso rosso fuoco, con un ampia gonna a corolla, con spacco e tacchi altissimi. Quello che comunicava l’abito è “sono felice di essere su questo palcoscenico e di essere notata. Voglio far parlare di me e farmi ricordare”. La domanda è: cosa c’è di male? L’abito può piacere o non piacere, ma il gusto è personale. Cosa avrebbe dovuto mettersi per parlare della sua esperienza di vittima del cyberbullismo? Un tubino grigio polvere? Una donna bella e sensuale può parlare solo di cose leggere? Non si può giocare con la moda e essere credibili? Credo che in questo caso abbiano prevalso gli obiettivi e la personalità di Diletta Liotta, e il contesto Sanremo. Diverso sarebbe stato se avesse usato questo look per parlare nello studio serioso di Bruno Vespa, o per condurre un Tg, ma siamo a Sanremo! Se non lì, dove?                                                                                                                                                                                                                               Trovate nei paragrafi precedenti  la spiegazione del perché alcune persone provano il bisogno di attaccare, e perché altre dopo aver attaccato, poi si pentono!

E tu cosa ne pensi?

Vuoi conoscere l’interpretazione psicologica del look di alcune celebrities? Leggi la mia intervista a Io Donna.it, Kate Middleton. Gigi Hadid. Letizia di Spagna: perché vi vestite così?, del 9 luglio 2016 e sfoglia la gallery.

 

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