Armadio come coach

Hai mai pensato al tuo armadio come coach? Il tuo amato armadio, oltre che un contenitore di splendidi abiti e favolosi accessori, può aiutarti a capire meglio chi sei e a fare un progetto su ciò che vuoi comunicare in futuro.

Armadio come coach

Armadio come coach

Ecco un percorso in 5 tappe da fare per trasformare l’armadio in un coach.

1 Armadio come coach: partiamo dai significati simbolici

L’armadio ha un significato erotico. Da una parte è un simbolo materno, un utero che contiene e protegge. Una madre buona che custodisce cose nascoste e parti di sé.

Dall’altra la parola armadio (che deriva da armarius, ripostiglio per le armi) contiene anche il coinema pene e un codice sessuale. È uno strumento di piacere ed esplorarlo, guardarlo, riordinarlo, simboleggia una attività sessuale.

2 Armadio come coach: fai una foto al tuo armadio

Com’è? Ordinato, caotico, organizzato per sfumature cromatiche, diviso in settori? Qual è il colore dominante?

Armadio ordinato

Se il tuo armadio è ordinato, le tue parole chiave sono: iniziare, mettersi in movimento, procedere, decidere, persistere. Il contenuto simbolico più evidente del tuo armadio è quello della nascita e dell’inizio.

Se distingui i capi per genere, i tuoi diversi sé sono separati e distinti, e l’armadio li ordina e li protegge. Il tuo progetto comunicativo è chiaro e sai sempre cosa scegliere nelle diverse occasioni.

Aspetti ombra: quando l’ordine diventa maniacale, esprimiamo il nostro bisogno di controllo.

Armadio caotico

Se il tuo armadio è caotico, le tue parole chiave sono: imprevedibilità, mutevolezza, stimoli estetici, gratificazione immediata, difficoltà a decidere, compromesso, situazioni in sospeso. Il contenuto simbolico più evidente del tuo armadio è il rifiuto della nascita, cioè  il tentativo di rimanere nell’utero per paura di perdersi, o perdere parti di sé. I tuoi diversi sé sono confusi e il tuo progetto comunicativo attraverso la moda non è chiaro, perché eviti di guardarti dentro.

Aspetti luce: espressività e logica creativa che ti fa trovare i capi anche nel caos, per mezzo della memoria visiva.

 

Per saperne di più

Leggi i post Psico armadio e Cosa comunicano i colori degli abiti (1,2, 3).

 

3 Quanto tempo passi a rimirare o organizzare il tuo armadio?

Riordinare e guardare l’armadio, per alcuni crea piacere e dà sicurezza e simboleggia un gioco autoerotico, mentre per altri il piacere è rimosso e non c’è alcun godimento.

Hai presente il gioco dei bambini quando si nascondono nell’armadio dei genitori? Se da un lato questo gioco ha un significato regressivo di ritorno all’utero, dall’altro è un gesto di indipendenza che serve ad isolarsi, sognare ed esplorare in modo fantastico.  Anche da adulti continuiamo a giocare con l’armadio!

Per chi colleziona scarpe, borse, cappelli, monili o capi di abbigliamento, il gusto di rimirare i propri trofei è rassicurante contro le ansie da prestazione.

L’armadio è inoltre il nostro spazio di privacy: è il momento in cui siamo soli e decidiamo come presentarci agli altri riducendo ansia e stress.

Armadio come coach - analisi

Armadio come coach – analisi

4 Analizza il contenuto

Dividi sul letto (o conta nell’armadio) gli abiti per tipologia (ad esempio, abiti formali, da lavoro, eleganti, sexy, sportivi…).

Qual è la pila più alta? Quali sono gli abiti con i quali ti senti più a tuo agio?

Se la pila più alta è quella degli abiti da lavoro (o da palestra o da discoteca), a prevalere è il tuo sé ecologico, e tendi a definirti in rapporto ad un ambiente fisico che frequenti con assiduità e nel quale ti riconosci e ti identifichi. La prevalenza di abiti da lavoro mostra una spiccata identità di ruolo che prevale su tutti gli altri sé.

La puntura di spillo: non è il caso di guardarsi intorno ed esplorare nuovi luoghi, sperimentando nuovi stili di abbigliamento? Oltre al  ruolo lavorativo, ci sono molti altre ruoli che puoi esprimere con gli abiti e gli accessori!

 

Se la pila più alta è quella che identifica i tuoi rapporti con gli altri (gli abiti comodi da mamma, quelli dello sport con gli amici, o da teatro con il gruppo dei melomani), il tuo prevalente è quello interpersonale, che ti definisce in relazione agli altri. I tuoi capi e i tuoi accessori parlano dei gruppi a cui appartieni, e nella scelta degli abiti sei probabilmente influenzata dalla tua rete di interazioni.

La puntura di spillo: forse è il caso di pensare a te stessa. Concediti una giornata di shopping solo per te, e scegli solo abiti che ti fanno sentire al top, indipendentemente dagli altri. Se hai solo abiti da mamma, non pensi che sia il caso di comprarti un abito sexy e provocante e riscoprire un ruolo da ammaliatrice?

 

Se la pila più alta è formata dagli abiti che hai amato e che ti ricordano come eri (il look femminista anni ’70, le spalle imbottite degli anni ’80, o addirittura i tuoi abiti dell’infanzia), il tuo prevalente è esteso, e per te i ricordi del passato sono particolarmente importanti. Apprezzabili possono essere anche le anticipazioni del futuro, come gli abiti da sera per chi non ha una vita mondana, ma vorrebbe averla, capi con i quali anticipiamo, come in un teatro immaginario, la soddisfazione dei desideri.

La puntura di spillo: va bene cercare la coerenza di sé e mantenere i capi del passato, ma che ne dici di riporli (magari in un bel baule griffato) e lasciare spazio alle nuove tendenze?

 

Se la pila più alta è formata dagli abiti che rappresentano i momenti fondamentali della tua vita (il 18° compleanno, la laurea, il matrimonio, il battesimo del figlio, il primo giorno di lavoro), il tuo sé prevalente è quello privato costituito dalle esperienze personali. Il tuo armadio è come un album di foto: ci sono i successi, i traguardi, gli eventi della tua vita, tutti visibili con uno sguardo. Probabilmente con la stessa solerzia con cui conservi i capi o gli accessori legati ai successi, fai sparire senza pietà quelli che ricordano i fallimenti.

La puntura di spillo: cosa ne dici di fare un armadio virtuale con le immagini dei tuoi capi storici da guardare ogni tanto? O di appendere le foto dietro un’anta dell’armadio? Potrai sempre vederli, ma nell’armadio ci sarà più spazio per i capi di oggi e di domani.

 

Per saperne di più leggi il capitolo “L’abito identità. Io mi piaccio”, nel mio nuovo libro Abiti e tacchi. Il potere della moda (QuiEdit).

Armadio come coach - il progetto

Armadio come coach – il progetto

5 L’armadio come coach: fai un progetto di cambiamento

Cosa manca? Cosa vorresti aggiungere o far sparire? Vuoi cambiare i colori? Ti sei stancata degli abiti della pila più alta? È il momento di fare un piano di cambiamento e di stabilire il tuo sé ideale. Come vorresti essere? Individua gli abiti da eliminare e cercane di nuovi per costruire la tua nuova identità.

 

Per saperne di più leggi il capitolo “Cosa c’è nel tuo armadio. Dimmi che armadio hai e ti dirò chi sei”, nel mio nuovo libro Abiti e tacchi. Il potere della moda (QuiEdit).

 

Ti serve aiuto per elaborare un progetto di cambiamento con la moda? Vieni ai miei seminari (clicca qui per avere maggiori informazioni).

Copertina Donna Moderna n 21

Copertina Donna Moderna n 21

Consigli di lettura:

Su Donna Moderna n. 21, dell’11 maggio 2016  (con una veste grafica rinnovata e accattivante, pensata per le donne dinamiche), leggi l’articolo di Silvia Calvi E l’armadio diventa il tuo coach. Te lo consiglio!